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Le pagelliadi: Sampdoria-Lazio 2-1

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Genova per noi

di Francesco Troncarelli




6 e mezzo a Bum Bum FLOCCARI
Genova per noi che stiamo in fondo alla classifica, rimane un’illusione di vittoria. Il gol dell’ultimo arrivato in attacco infatti, un tocco d’esterno destro che beffa Storari, ha reso euforici i duemila al seguito della squadra e i tele laziali sparsi nell’orbe terracqueo. Ma è un’illusione che è durata dieci minuti, perché la squadra si è ammosciata subito come da copione. Genova per noi allora, è una città come un’altra, proprio come cantava Bruno Lauzi, perché resta confermato l’andazzo di questa sciagurata stagione. Un andazzo che in parole povere, ci “dice” che dove se va, se scaja. Questa è la triste realtà.

6 e mezzo a Anticoli Corradu
Il migliore in assoluto della compagnia di giro messa su da Nonno Reja. Autoritario, deciso, bastonatore, il romeno più romano di tutti sfodera l’ennesima grande prestazione. Il problema è che non può stare dappertutto, non è Cristiano Malgioglio insomma, che come giri canale lo trovi.

6+ a Brocco BROCCHI
Testa incassata fra le spalle alla Maurizio Costanzo, braccette corte alla Gabriele Pin, il piccolo grande uomo del centrocampo biancoceleste, ha corso su e giù come un ossesso senza soluzione di continuità. Testardo come un mulo, Broccolo a chi?, ha scalciato a destra e a manca per fermare Pazzini e compagni, ma il suo impegno è stato vano. Tipo quello di Carlo Conti contro Jerry Scotti nel preserale televisivo.

6 a “In ginocchi da te” STENDARDO
Un’occasione grossa come lui al primo minuto, ma non c’azzecca con la capocciata verso la rete avversaria, come Di Pietro con l’italiano. Poi normale amministrazione, senza troppi affanni, compreso lo scontro con Brufolo Bill-Cassano, che con lui non prende ‘na palla.

6- -  a”Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera
Qualche parata, due gol e un paio d’uscite disperate alla viva il Parroco. Il Castoro dal volto umano è stato impegnato pochissimo, ma ha la colpa di non essersi mosso in occasione del pareggio blucerchiato. Immobile. Fosse andato a mangià un panino come il delegato Milioni fuori l’ufficio elettorale di Roma, tanto tanto, ma immobile proprio no… 

5+ a Carlos Monzon LEDESMA
E’ partito in quarta scodellando un paio di lanci d’autore, ma piano piano si è perso nella ragnatela imbastita da Delio Neri. E così er Lumaca ha iniziato ad arrancare, perdendo il filo del gioco come  un Baronio qualsiasi. E ho detto tutto.

5 al Barbiere di Siviglia
Goleador spettacolare (tacco alla Mancini) contro la Fiorentina, il centrale dallo sguardo triste come Soraya è rientrato nei ranghi della normalità. Come Arisa a San Remo. E ha fatto flop.

5- a Zibidì Zibidè Diakitè
Il leone della foresta di Formello si è addormentato. E non si è visto più sulla fascia. Come l’intercity delle 7 e 30 della Roma-Viterbo. Sparito.  

5- - a Coca Kolarov
C’era una volta il calciatore che col suo gioco frizzante, aveva dato il nome alla bibita più famosa nel mondo (o è il contrario?). Ora il gas è evaporato e dalle bollicine siamo passati alle bolle di sapone. Come i suoi tiri da fuori area. Svaniti.

4 a Rocco ROCCHI
Ei fu.

4 “a bello Mauri!”
Dolce e Banana for ever.

4 a Mauro Mazza Matias Almeyda Zarate, già Mandrake ora Andrade (olè!)
E pensare che aveva cominciato alla grande. Vedi quell’assist al bacio per Floccari, dopo una serpentina travolgente che aveva seminato il panico nelle retrovie doriane. Poi, ha fatto la fine del sorcio, abboccando ai tranelli tesigli in continuazione dagli avversari, fino a perdere la testa. Da affascinante Et è passato così allo stato di comune terrestre, reagendo come un bambino a cui hanno fregato la merenda in classe, mentre giocava in palestra. Gli daranno tre giornate come minimo, trasformandolo definitivamente da fenomeno del calcio internazionale, in un Andrade qualunque. Insomma, ha fatto la fine del Marziano a Roma di Flaiano. Dalle stelle, alle stalle. 

2- a Mazinga Makinwa
La sua presenza a Marassi, si può sintetizzare col titolo di una delle più famose rubriche della Settima Enigmistica: “Incredibile, ma vero”. Il fatto è che si è meravigliato anche lui, di essere ancora un giocatore della Mitica. Un vero choc. Come Sandra Milo all‘ ”Isola dei Famosi”.




APPUNTI DI GIOCO

di Roberto Taglieri

E alla fine fu l’undicesima sconfitta. Un altro passo falso per la Lazio, sempre alle prese con una classifica terribile e ancora priva della determinazione necessaria per riuscire a vincere. I biancocelesti non hanno la forza di muovere ancora la classifica: l'avvento del nuovo tecnico Edy Reja frutta solo quattro punti in altrettante giornate; nuova Lazio, vecchia Lazio; tutti i limiti della formazione biancoceleste riaffiorano purtroppo immutati.  E pensare che era cominciata bene la trasferta di Genova. Dopo un avvio vibrante, la rete laziale al 7’. Floccari raccoglie un cross di Zarate lo capitalizza al meglio e con un tocco velenoso brucia prima Accardi e poi Storari. Dopo la rete la Lazio però, si sgonfia completamente ed escono fuori i padroni di casa. Alla mezz’ora arriva la rete del pari: Guberti raccoglie un cross da fuori area e indisturbato riesce a caricare il tiro da lontano che infila Muslera. Passano solo sei minuti ed i blucerchiati ribaltano addirittura il risultato. Dopo un rimpallo la sfera arriva a Semioli, che serve Pazzini, il quale al volo scocca il suo destro da dentro l’area che infila per la seconda volta la porta laziale. Nella ripresa Zarate con un cross maligno colpisce anche una traversa, ma di Lazio si vede ben poco. La Sampdoria controlla facilmente: troppo semplice però contro una squadra che sembra svuotata ed incapace di pungere. C’è tempo per l’espulsione di Reja e poco dopo anche di Zarate, rei d’aver protestato troppo vibratamente e nel finale non è sufficiente il ritorno biancazzurro. Nonostante un paio di tentativi di Kolarov e Floccari parati da Storari la Lazio s’arrende alla Samp e così si blocca di nuovo la marcia d'avvicinamento verso quella sospirata zona tranquillità che sembra non arrivare mai. 

  
SAMPDORIA   LAZIO 2 – 1      7’ Floccari  29’ Guberti  36’ Pazzini
SAMPDORIA: Storari, Gastaldello, Accardi (60’ Cacciatore), Lucchini, Zauri, Semioli, Palombo, Poli, Guberti (73’ Mannini), Pazzini, Pozzi (68’ Cassano).
All: Del Neri.
LAZIO: Muslera, Diakitè (69’ Matuzalem), Siviglia (83’Mauri), Stendardo, Radu, Ledesma, Kolarov, Brocchi, Floccari, Rocchi (62’ Makinwa), Zarate.
All: Reja
Arbitro Brighi

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