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Costume


La pagelliadi: Genova per noi. Sampdoria-Lazio 2-0

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di Francesco Troncarelli




6 e mezzo a Cavanda Osiris
Chi ben comincia, dice il proverbio, è alla metà dell’opera, ma chi comincia male? Mah, staremo a vedere, perchè l’anno scorso nonostante le due vittorie iniziali abbiamo rischiato di fare il botto pesante. Non disperiamoci perciò più di tanto, perché potrebbe verificarsi l’esatto contrario in questo campionato. Speriamo. Genova per noi comunque, si conferma una piazza difficile, nonostante un avvio promettente e tanta qualità e intelligenza tattica in mezzo al campo. Come quella ad esempio, profusa a sorpresa dal baby biancoceleste, col suo passo felpato, le sue ripartenze, la sua grinta. Gli è mancato di scendere le scale del Sistina e sarebbe stato una vera e propria Cavandissima. Bravo.

6 e mezzo a er Nano
E meno male che c’era il Profeta, ha sottolineato sarcasticamente qualcuno, dopo l’immeritato ma puntuale kappao. Come dire, se non ci fosse stato il “nuovo Veron” sarebbe andata “più peggio assai”. Calma ragazzi, date tempo al tempo e vedrete che la Luce si accenderà inesorabilmente, perché come è scritto nei sacri testi, se il Profeta non va alla montagna, la montagna andrà dal Profeta. Chiedere a Maometto.

6+ al coiffeur pour homme e pour dame Del Nerò
Ha corso e spinto sulla fascia come un matto, finchè j’ha retto la pompa, dando così un senso logico alle percussioni. Buona la prima insomma per l’hair stylist griffato l’Oreal de Paris presentatosi in campo con un look un po’ più da selvaggio che da bellicapelli, ma si sa che il modello Corona, va tanto.

6+ a San Marino-Andorra-Liechstein
No, non è da un rigore (provocato) che si giudica un giocatore, cantava più o meno così De Gregori. Un giocatore lo giudichi da come parte in quarta e crossa se è il caso del Forrest Gump de noantri, è il bamboccione svizzero la pagnotta se la è in ogni caso guadagnata dal primo al novantesimo minuto. Magari l’avessero fatto anche gli altri.

6 a Carlos Monzon LEDESMA
Risolti i problemi contrattuali (“firmo, non firmo, me pagate non me pagate, vecchio conio, nuovi euro”), er Lumaca si è presentato al Ferraris con la fascia di Capitano e il tipico grugno da incazzato nero. Come al solito insomma. Che però sull’orrenda maglia verde oliva saclà predisposta dalla Puma, faceva tanto Venezia dei poveri. Dice ma che c’entra con la partita? C’entra  c’entra, perché noi siamo per i colori sociali e non pe ste elucubrazioni cromatiche che portano solo iella. Ma l’argentino della Patagonia? E’ andato come il gruppo, bene nel primo tempo, fuori dai radar nella ripresa.

6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Zarate già Mandrake
Punta di diamante del Quartetto Cetra sudamericano (er Nano, er Lumaca, Matusa e lui), l’ex Et sceso in terra a miracol mostrare ha espresso il meglio di sé nei primi minuti con le sue finte ubriacanti. Poi come Brignano nel film di Vanzina, sì è scolato il vino da solo e si è “fatto” sbronzo.

6 a in nome di Dias
Uno dei pilastri della passata stagione. Per quella attuale però, deve ancora iniziare. E ho detto tutto.

6- a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera
Paratona di pugno, quasi parata (rigore), cappellata (raddoppio). Signore e signori il repertorio del Castoro dal volto umano è servito. 

6-  a Matusalemme lemme lemme
Esperto di burraco e tre sette col morto (Cribari), ha dato dimostrazione di essere un leader anche nel gioco più simpatico e scanzonato della nostra infanzia: nascondino. Aò, è sparito nel secondo tempo e non l’ha trovato nessuno. Tana libera tutti. I doriani s’intende.

5 a Anticoli Corradu
Si vabbè Pazzini nun s’è mosso, ma perché, lui?

5 a Bum bum FLOCCARI
Non ha fatto flic né tanto meno floc, solo flop.

5- a Biava come lava
Legnoso quant’altri mai. Ma non c’è nessun Geppetto capace di trasformarlo in Pinocchio.

5- - a Rocco ROCCHI
Ei fu.

4 a Pasqualino ex Settebellezze FOGGIA
Come sopra. Con l’aggravante di non essere mai stato.



Appunti di gioco

di Roberto Taglieri

Domenica, 29 agosto 2010
Mentre gli asciugamani sono ancora stesi sulla spiaggia ricomincia il Campionato. E così parte anche la nuova Lazio: quella che debutta a Marassi, dopo le terribili vicissitudini della scorsa stagione, è senza dubbio una squadra diversa, almeno nelle aspettative e nella rinnovata mentalità.  Il rinforzo pesantissimo che risponde al nome di Hernanez dovrebbe rappresentare poi il vero asso nella manica della truppa di mister Reja, che arriva alla prima gara della stagione con la formazione migliore possibile; l’unica defezione di oggi è rappresentata da Garrido, sostituito da Del Nero. Un campo in pessime condizioni ed una Lazio con un’insolita maglia verde sono il prologo alla prima giornata in terra ligure; Muslera già al 1’ deve respingere con i pugni una palla profonda su Pazzini e poi parare a terra una punizione di Palombo. Ma nonostante ciò la formazione biancoceleste è viva: Zarate all’8’ inventa un assist magnifico per Ledesma, che al volo fa la barba al palo, poi al 22’ Hernanes si libera al tiro che sfila fuori di poco alla destra del portiere. La gara è equilibrata e molto vivace, rapidi sono i capovolgimenti di fronte con la Samp che nonostante gli imprevedibili Cassano e Pazzini sembra un po’ senza idee. La Lazio crea gioco, tiene bene palla e si difende altrettanto gagliardamente; nel finale di tempo escono fuori i padroni di casa ma senza essere davvero incisivi. Nella ripresa  subito Hernanes ci riprova da lontano ma la mira non è felice; anche Lichtsteiner da buona posizione non riesce a mettere dentro una palla invitante dalla fascia destra: la Lazio ricomincia davvero molto bene ma si perde quasi subito. Infatti sui piedi di Cassano già al 54’ arriva una palla invitantissima ma il barese spreca sparando male sul palo lontano. E’ il preludio al rigore per la Samp, fischiato per una trattenuta di Lichtsteiner su Dessena. Calcia Cassano, che batte Muslera nonostante il portiere avesse intuito l’angolazione del tiro. Intanto viene espulso Reja, che aveva protestato moltissimo per la massima punizione accordata con troppa severità da Romeo. Al 64’ Palombo dai 30 metri impegna ancora Muslera che salva la propria porta. La Lazio sembra crollare fisicamente, mentre esce fuori splendidamente la squadra blucerchiata: va fuori Zarate per Foggia ma la prevedibile reazione biancazzurra frutta solo un’incursione di Lichtsteiner, bloccata da Curci al 69’. Un minuto dopo però Guberti sfrutta un errore di Muslera che respinge male, lasciando sguarnita la porta, e piazza in rete un pallone facile facile, ponendo la parola fine alla gara e lasciando a bocca asciutta la squadra laziale. Dopo il doppio svantaggio la Lazio perde ogni velleità e non riesce a fare nulla di buono; ci prova il nuovo entrato Rocchi, ma senza alcuna incisività, così termina mestamente la gara dei biancazzurri. Le speranze del primo tempo con il buon gioco avrebbero dovuto fruttare qualcosa di meglio ed invece la Lazio si è letteralmente persa, non finalizzando alcuna occasione ed alla fine subendo meritatamente la doppietta doriana. La delusione è cocente ma potrebbe essere mitigata dall’arrivo imminente del “puntero” Roque Santa Cruz. Forse verrà sacrificato Tommasino Rocchi, ma per questa Lazio sarà fondamentale l’apporto di ottimi giocatori, compreso quel famoso Diego Lugano, chimera della campagna acquisti dell’anno passato, che potrebbe essere biancoceleste a gennaio ad irrobustire una squadra che ha bisogno di altri rinforzi per competere con le grandi.
 
SAMPDORIA   LAZIO 2 – 0      60’ Cassano (r) 70’ Guberti
SAMPDORIA: Curci, Gastaldello, Dessena, Ziegler, Lucchini, Zauri, Semioli (90’ Mannini), Palombo, Guberti (74’ Koman), Cassano, Pazzini.
All: Di Carlo.
LAZIO: Muslera, Lichtsteiner (74’ Rocchi), Biava, Dias, Radu, Del Nero (56’ Cavanda), Ledesma, Matuzalem, Hernanez, Floccari, Zarate (68’ Foggia).
All: Reja
Arbitro Romeo


 

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